Ci sono due modi di guardare il mondo.
Uno è lento, profondo, quasi ostinato.
Scava, trattiene, riflette. È uno sguardo saturnino.
L’altro è rapido, mobile, curioso.
Salta, connette, intuisce. È uno sguardo mercuriale.
Ho sempre cercato di tenerli insieme.
Ho iniziato a scrivere per raccontare.
Ho continuato a scrivere per capire.
Capire ciò che accade, ciò che cambia, ciò che resta.
Capire il mondo e, dentro questo, capire anche me stesso.

Sono Francesco, classe 1992. Nasco a Novara, ma le mie radici affondano nella cultura partenopea: un’origine che già contiene un doppio movimento, tra appartenenza e apertura.
Mi formo in Scienze Politiche e di Governo presso l’Università Statale di Milano, dove costruisco strumenti per leggere la realtà e consolido uno sguardo umanistico e multidisciplinare che diventerà la base della mia idea di mondo.
Ma è nell’esperienza che questo sguardo prende forma.
Per nove anni mi impegno in Libera Novara, ricoprendo ruoli diversi – Animatore socio-culturale, Coordinatore della Formazione e Responsabile dell’Osservatorio provinciale sulle mafie. È qui che inizio a sviluppare una scrittura di stampo giornalistico, fatta di articoli, analisi e dossier, collaborando anche con il Coordinamento di Libera Milano.
Nel 2019 contribuisco a fondare “Educare alla Bellezza”, un’esperienza politico-culturale che per sei anni ha animato riflessioni, attività e dialoghi attorno al Mediterraneo, inteso come spazio da interrogare e reinterpretare. Nasce il blog “TRaMe – Tra le Radici del Mediterraneo”, un laboratorio collettivo di pensiero e scrittura, di cui divento direttore.
All’interno di questo percorso il mio modo di guardare il mondo si definisce per tappe.
Con Thèa. Finestre sul Mediterraneo, cercando di aprire scorci sulla complessità.
Coordinando Nautilus 2.0, entrando nel presente, tra immersioni e risalite.
Infine, con MetaTRaMe, come tentativo di tenere insieme tutto questo.
Oggi sono un professore appassionato e orgoglioso: vivo la formazione come un processo continuo, fatto di domande più che di risposte. In aula, così come nella scrittura, cerco di accompagnare alla scoperta di chiavi di lettura utili a comprendere meglio il reale, stimolando curiosità e impegno.
Il mondo è vasto e complesso, non si lascia afferrare in modo definitivo: si lascia solo attraversare, osservare, interrogare, ma con pazienza e dedizione può essere scoperto, indagato, compreso.
Scrivere, per me, è questo: stare alla finestra, e non smettere di osservare, comprendere e restituire complessità.
Thèa è questo: uno sguardo che prova, ogni volta, ad andare un po’ più in profondità.




